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old 00029Oggi abbiamo il piacere di presentarvi una unità a dir poco eccezionale sulla carta, stiamo parlando del modello FSP Aurum da 1200W con certificazione Platinum, interamente modulare e nuova serie Top di Gamma del famoso produttore taiwanese. A conti fatti, sebbene il marchio non sia molto conosciuto ancora dall'utenza europea, questa categoria di prodotti dovrebbe essere la palese testimonianza della qualità dei prodotti immessi sul mercato da parte di FSP, e come abbiamo avuto modo di constatare molte volte in passato, e come vedremo oggi, siamo dinanzi ad una categoria di prodotti di elevata qualità. Vi consigliamo caldamente di leggere il capitolo delle protezioni a corredo delle PSU, poiché esse sono fondamentali in questo settore; 7 anni di garanzia, elevato numero di protezioni, cablaggi interamente modulari e cavi piatti, oltre ovviamente ad una ripartizione single rail +12V. Proceduamo dunque, buona lettura.

 

 

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Il gruppo FSP è stato fondato nel 1993. FSP è un grande produttore OEM/ODM taiwanese che costruisce adattatori, alimentatori per PC di normale tipologia ed a telaio aperto, alimentatori LCD TV, e molto altro ancora. E’ un gruppo talmente vasto che riesce a produrre fino a 1,5 milioni di alimentatori al mese in quattro fabbriche separate. I loro stabilimenti risiedono nella Cina continentale, mentre il reparto R & D si trova a Taoyuan / Taipei, Taiwan. Da un adattatore AC/DC grigio per il mercato OEM, ad un alimentatore modulare 1200W, FSP offre tutti i tipi di prodotti per diverse applicazioni e prezzi.

 

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Il nostro fine è analizzarne il corretto funzionamento in un sistema particolarmente potente, che permetterà di replicare le condizioni di massimo utilizzo di quest’unità. Siamo stati in grado di testarlo fino a poco meno di 1200W di consumo, direttamente a monte della presa di corrente, e come vedremo si è dimostrato un eccellente modello, capace di reggere quindi un i7 920 D0 a 4GHz ed uno SLI di NVIDIA GTX 480 overcloccate ed overvoltate in perfetta stabilità. Rispetto alla solita configurazione di test, in questo caso sono state apportate delle piccole modifiche, ragione per cui non ci è ancora possibile effettuare delle comparazioni fra i modelli recensiti fin d'ora. Purtroppo c’è stato un problema tecnico tale per cui la vecchia scheda madre dovrà essere sostituita. Essendo questa un clone, le condizioni di test sono leggermente diverse; il succo comunque non cambia. Ricordiamo che questo modello di GPU è uno dei più problematici sotto il punto di vista del consumo energetico, a maggior ragione se overvoltate, nel qual caso si raggiungono livelli davvero senza paragone per due sole schede video. Qualora foste interessati a modelli della concorrenza di ultima generazione, state certi che quello che vedrete oggi sarà lo scenario peggiore, quindi non dovrete minimamente preoccuparvi.

 

Rimandiamo al capitolo “Configurazione di test” per le impostazioni utilizzate.

 

Link al sito del produttore:

http://www.fsplifestyle.com/Home.php?LID=10

 

Il prezzo si attesta a circa 260 IVA compresa per la versione recensita oggi da 1200W. La disponibilità in commercio è immediata.

 

 


FSP AURUM PT Series / PT-1200FM 1200W: specifiche tecniche e datasheets

 

 

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FEATURES

 

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A questo link poteto trovare la lista degli amperaggi necessari per alimentare le moderne schede grafiche:

 

http://forum-en.msi.com/faq/article/printer/power-requirements-for-graphics-cards

 


FSP AURUM PT Series / PT-1200FM 1200W: confezione e bundle

 

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Non ci dilunghiamo molto sulla confezione esterna in quanto le immagini sono particolarmente esplicative, comunque sia la confezione è di buona qualità e l’imballo interno è ottimo, perlomeno per quanto riguarda lo chassis dell’alimentatore. All’interno della confezione troveremo la seguente dotazione:

  • l’alimentatore
  • pacco cavi modulari in una confezione separata
  • cavo di alimentazione dedicato
  • sacchetto con viti e fascette per il cablaggio
  • manuale

 

 

Lunghezza cavi e modularità

L'unità è interamente modulare. La lunghezza dei cavi si attesta su ottimi livelli, soprattutto per quanto riguarda il connettore di alimentazione della CPU da 8 PIN posteriore, che raggiunge 69cm per il connettore primario; questo ci permetterà di installare l’alimentatore anche in basso, in cabinet XL-ATX, e senza il minimo problema per il cable routing; in questo caso però si consiglierebbe sempre l’ausilio di una prolunga per il connettore da 24pin. Lo sleeving dei cavi è decisamente ottimo, proprietario FSP sui connettori modulari, anche se per i connettori da 4+4 e 24PIN troviamo una tipologia standard, da 16AWG. Sono decisamente rigidi e quindi potrebbero creare qualche problema nel cable routing. Comunque sia ciò che è determinante è la qualità e la robustezza delle terminazioni sui connettori femmina, esenti dal minimo problema e molto robusti.

 

Riportiamo alcune fotografie dei cavi in dotazione:

 

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CONNETTORI MODULARI

  • (1)Mainboard 24 PIN ATX, 60cm
  • (2)4+4 PIN EPS/ATX12V, 69cm
  • (4)PCI-E 6+2 PIN, 50+10cm
  • (3)SATAx3 55+15+15cm
  • (1)SATAx4 55+5.5+5.5+5.5cm
  • (2)MLX 55+15+15cm
  • (1)Adattatore 5.25" to 3.5" 10cm

 


FSP AURUM PT Series / PT-1200FM 1200W: analisi Pt.1 - esterno

Ovviamente, data la certificazione Platinum di Ecova Plug Load Solutions, l’unità viene pubblicizzata come avente un’efficienza al top della categoria, escludendo le esotiche versioni Titanium, proprie di alcuni prodotti Server-Grade o aventi un MSRP di circa il doppio di questa unità. Un elevato valore di efficienza permette un minore consumo elettrico e quindi un inferiore costo della bolletta elettrica alla fine del mese; a ciò consegue un’operatività più silenziosa dovuta al minore calore generato ed infine la consapevolezza di avere un prodotto decisamente più rispettoso delle problematiche ambientali inerenti allo spreco di energia elettrica.

 

Analisi dell’esterno

 

 

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Il design esterno, per quanto stiamo parlando di un alimentatore, è molto curato e si evince la cura per i dettagli. La finitura è proprietaria e rende più difficoltosa la formazione di graffi dovuti al montaggio. Troviamo ovviamente il motivo di dissipazione dei fori "Arrow Flow", proprio della serie AURUM. La ventola, con una griglia superiore, presenta un diametro di 135mm ed un bearing del tipo H.Y. (Hydro, altresì riportato come Fluid Dynamic Bearing F.D.B.), quindi elevata qualità e silenziosità in esercizio. Il seriale della ventola è PLA13525S12M (Power Logic). Il consumo riportato è di circa 0.4 A ed i CFM massimi 111.1, con una rumorosità teorica masima di 41.6 dBA (al massimo del regime di rotazione, che non verrà raggiunto per via dell'ottima termoregolazione).

 

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Nella parte anteriore sono posizionate le uscite modulari dell’unità, assieme ad un connettore femmina bianco, che a detta di FSP permetterebbe di aumentare la stabilità diminuendo il ripple. Lo sticker è posto nella parte inferiore, sarebbe stato preferibile nel lato sinistro guardando la PSU dal lato delle connessioni modulari, con la ventola posta in basso.

 

NOTA CONNETTORI: facciamo presente che sarebbe opportuno che i produttori standardizzassero gli ingressi posteriori perché ciò potrebbe permettere l’inserimento di altri cavi standard qualora fosse necessario, o qualora vadano perduti quelli originari. La mancata standardizzazione in molti casi può essere più un problema che un fattore positivo per l’utenza finale, anche se comunque in questo caso è decisamente apprezzabile lo sforzo a livello di progettazione da parte del produttore.

 

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Nel nostro modello non abbiamo trovato lo sticker che segnala la perdita della garanzia, qualora dovesse essere rimosso o forato (per permettere lo smontaggio della scocca, cosa presente nella quasi totalità degli alimentatori attualmente in commercio), ragione per cui probabilmente è una assenza in questo modello. Il pulsante di accensione è di dimensioni standard e la femmina in ingresso è il classico C13, quindi diverso dal C19 della serie AURUM PRO (Gold, della generazione precedente).

 


FSP AURUM PT Series / PT-1200FM 1200W: analisi Pt.2 - interno

Ora procediamo invece all’analisi delle componenti presenti all’interno della scocca di protezione esterna.

 

ATTENZIONE: Ricordiamo che questa procedura, per via della rimozione delle quattro viti e della rottura del sigillo di garanzia, invalida quest’ultima (non presente in questo modello, ricordiamo). L’apertura quindi è altamente sconsigliata a meno che non sia scaduta la garanzia e che sia necessario cambiare la ventola, o eseguire direttamente riparazioni o misurazioni (da effettuare solo da personale esperto e qualificato). L’apertura dello scudo esterno di protezione richiede una certa manualità quindi vi invitiamo caldamente a fare la massima attenzione durante questo processo, anche per evitare che si possa spanare qualcuna delle viti.

 

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Primario: comparti di filtrazione delle EMI ed RFI e switch primario

Il primo elemento di un alimentatore moderno è il sistema di filtraggio delle emissioni elettromagnetiche e radio, precisamente l’EMI/RFI Transient Filter, che viene posizionato necessariamente dietro all’ingresso della corrente AC. Devono essere incluse delle componenti affinché non ci siano interferenze elettromagnetiche, in questo caso due condensatori ad Y ed uno a X nell’AC receptacle (in inglresso quindi), mentre sul PCB principale ne troviamo altri due a X ed uno a Y, assieme a due induttori toroidali, un MOV (Metal Oxide Varistor), un termistore ed il suo relé NTC. La presenza del MOV salta subito alla vista, poiché fin d’ora tale funzione è stata relegata da FSP al MIA chip, presente negli alimentatori della serie FSP AURUM.

 

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La topologia è full-bridge LLC (LLC resonant converter, in gergo), ragione per cui troviamo la certificazione 80 Plus Platinum, il top per categoria. Nel secondario invece troviamo dei convertitori DC-DC, necessari per la conversione delle rail minori partendo dalla +12V.

 

NOTA GENERICA: il transient filtering stage viene posizionato necessariamente dietro all’ingresso della corrente AC  e devono essere incluse le necessarie componenti affinché non ci siano interferenze elettromagnetiche. In merito al varistore (MOV, Metal Oxide Varistor), quest’ultima è sostanzialmente una resistenza, voltaggio-dipendente, che protegge l’alimentatore ed il sistema da picchi di voltaggio provenienti dalla rete elettrica esterna. Vi ricordiamo che se un alimentatore non è dotato di un MOV nell’EMI/RFI Transient Filter si dovrebbe sempre utilizzare il proprio sistema con un gruppo di continuità (o UPS), che agirà da filtro a protezione dei picchi di voltaggio; questi ultimi potrebbero danneggiare seriamente non solo l’alimentatore stesso ma anche l’intero sistema! In alcuni casi questa componente viene rimossa per ragioni di costo di produzione, e progettazione.

 

Nel primario sono presenti due condensatori Nippon Chemi-con della serie KMQ, da 420V e 470 μF, certificati a 105 °C. Ottima tipologia e capacità; ecco un particolare del bridge rectifier e di queste sottosezione:

 

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NOTA GENERICA: quelli del circuito primario agiscono come buffer e sono molto importanti perché la loro presenza aiuta a proteggere il nostro alimentatore ed il computer stesso da pericolosi sbalzi di tensione e generalmente vengono collegati in parallelo al fine di sommare le singole capacità o, alternativamente, per modelli meno potenti. La tipologia dei condensatori utilizzata è quindi molto importante perché la vita di queste componenti si dimezza in base all’aumento della temperatura di ogni 10 gradi Celsius, sotto un normale carico di lavoro; questo significa che utilizzando modelli di condensatori capaci di gestire, senza il minimo problema anche 105 gradi Celsius, la durata della loro vita potrebbe essere addirittura pari al doppio rispetto a modelli standard da 85 gradi Celsius! Questo fattore è uno dei più sponsorizzati nel campo degli SMPS, non a caso ci si vanta della presenza di condensatori giapponesi nella propria unità, capaci appunto di sopportare temperature maggiori e quindi prolungare la vita stessa dell’unità.

 

Come controller APFC, stando a quanto riportato da altre testate (in questo caso non è stato possibile visionare direttamente il modello, per via del fatto che non è stato dissaldato per l'analisi strutturale), è stato utilizzato il chip Infineon ICE2PCS01. Viene riportata anche la presenza di un controller LLC Champion CM6091T, che abbiamo avuto già modo di visionare nel corso di passate recensioni in diversi modelli.

 

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Come potete osservare nelle ultime due fotografie, viene mostratoil controller PWM Anpec APW7159, che stranamente presenta delle sigle difficilmente leggibili ad occhio nudo, e cono ottiche ordinarie.

 

NOTA GENERICA: la colla sul PCB che osservate è uno dei nuovi standard di montaggio, perché così facendo si posizionano prima le componenti sul PCB inferiore, poi si fa in modo che aderiscano al PCB tramite l’adesivo termico ed infine  c’è l’inserimento dell’intera struttura nella macchina di saldatura a onda (senza Piombo presumibilmente). Così facendo si ottiene una qualità di assemblaggio, e conseguentemente di saldatura, migliore.

 

Trasformatore e secondario

Le rail minori sono generate quindi tramite un sistema di conversione classico DC-DC. Diversamente dal passato, stranamente FSP ha scelto il famoso controller PS223H (4-Channel Secondary Monitoring IC With 4-Channel OCP And an Additional OTP). Anche qui, sono stati utilizzati condensatori del medesimo produttore, appartenenti alla serie KZE ed ovviamente certificati fino a 105 °C. La qualità nell’assemblaggio si attesta su livelli elevati e l’impressione generale è decisamente buona. Non esprimiamo commenti per la parte posteriore del PCB in quanto non è stato possibile rimuoverla. Il produttore ha scelto un design single-rail, andando contro quindi le direttive INTEL della specifica ATX 12V, ovvero con una ripartizione massima fino a 20A per singola Rail (pratica diffusa e comunemente accettata, per via della migliore gestione delle rail qualora fossero appunto saldate su una singola, e centralizzate). Il PCB delle connessioni modulari è posizionato lateralmente sulla sinistra e non presenta particolari degni di nota.

 

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NOTA SINGLE/MULTI RAIL: è meglio single o multi-rail ? Il problema sarebbe un tantino complesso da affrontare perché sarebbero molti i parametri da discutere ed approfondire, però con alimentatori di fascia alta generalmente non c’è differenza. Il fatto che ci siano Single Rail, specifiche e dedicate, porta ad una generale ripartizione migliore dei cavi, e della corrente in uscita, rispettando quindi la specifica Intel nella ripartizione della potenza. Molti alimentatori multi rail in realtà non sono altro che single rail con saldature più o meno curate. Gli alimentatori Single Rail sono molto apprezzati per l’overclock estremo in quanto spesso si eccedono le limitazioni imposte dallo standard ATX sulla singola linea. Bisogna anche ricordarsi che Intel stessa specifica che gli SMPS dovrebbero avere sistemi multi-rail con corrente massima di 20A per canale. Ad ogni modo, considerando l'evoluzione dell'elettronica e della componentistica, data la maggiore poliedricità di utilizzo di un alimentatore top di gamma (Pensiamo al mining BTC ad esempio), è decisamente preferibile un modello Single Rail.

 

Ricapitolando la qualità delle componenti risulta essere molto valida, appropriata all’utilizzo e completa per quanto concerne le componenti onboard.

 

 


 

FSP AURUM PT Series / PT-1200FM 1200W: analisi Pt.3 - protezioni

Un alimentatore, per essere di ottima qualità, deve possedere un elevato numero di protezioni; analizziamo quali sono quelle principali e quali, tra queste, sono state utilizzate per questo modello.

 

Meccanismi di protezione e PCB

Generalmente queste sono le protezioni più diffuse ed a destra ne riportiamo, o meno la presenza:

  • OCP, si
  • OPP, si
  • OTP, si
  • OVP, si
  • SCP, si
  • UVP, si
  • SIP, non specificata
  • NLO, non specificata
  • BOP, non specificata

Molti di voi però si staranno chiedendo cosa significano queste sigle, scopriamolo insieme:

“OCP”- L’Over Current Protection è un meccanismo che impedisce l’arrivo di una corrente eccessiva sulla singola linea di alimentazione. Questo sistema porta a far si che non ci siano sovraccarichi dell’alimentatore, che potrebbero causare danni anche alla rete elettrica. Questa protezione è richiesta dallo standard di produzione ATX12V. E’ una protezione molto importante, che possiamo trovare d’altronde persino nei contatori delle nostre abitazioni; basa il proprio funzionamento su uno strumento chiamato “Circuit Breaker”, che è la moderna evoluzione dei fusibili, su piccola e larga scala. I padri ispiratori sono stati Joseph Henry ed un certo sconosciuto ‘’Michael Faraday’’ (uno dei pionieri nel campo dell’elettrochimica e dell’elettromagnetismo), anche se poi venne brevettato per la prima volta da Thomas Edison nel 1879 ( anche se poi lui stesso, commercialmente, utilizzò il sistema dei fusibili ); i moderni sistemi invece traggono origine dal progetto dell’ingegnere tedesco Hugo Stotz. Il “National Electrical Safety Code®” riporta la seguente dicitura: “any current in excess of the rated current of equipment or the ampacity of a conductor. It may result from overload, short circuit, or ground fault (Article 100-definitions)”.

“OPP” – Chiamata comunemente Overload Protection oppure Over Power Protection, si intende il meccanismo di protezione contro il sovraccarico dell'alimentatore (senza il limite per le singole rail). In sostanza spegne l’alimentatore qualora la tensione dovesse andare fuori specifica per un tempo superiore ad 80ms, grazie ad un circuit breaker (o peggio un fusibile) che agisce in base alla tipologia di OPP utilizzata ovvero istantanea oppure a tempo (TOC). E’ definita quindi come un carico di corrente che eccede un dato ammontare a causa di un evento inatteso, appunto quindi il sovraccarico. In una buona parte dei casi l’alimentatore dovrebbe, e si usa il condizionale, attivare questa protezione qualora fosse necessario, ma dato che in linea teorica potrebbe essere attivata anche solo tramite la semplice transizione tra stato attivo e stato di riposto, viene attivata solo dopo un certo lasso di tempo, per discerne tra situazioni transienti oppure derivanti da un sovraccarico propriamente detto.

“OTP” – La protezione da sovra-temperatura ovviamente agisce contro il riscaldamento dell’unità, ed è una specifica richiesta nella normativa ‘’12V’’. L’ Over Temperature Protection è anche spesso associata a OLP(OverLoadProtection/OverPowerProtection). A tal fine vengono utilizzati sensori chiamati termistori, applicati sia sul PCB che su dissipatori passivi in alluminio.

“OVP” – L’ Over Voltage Protection è un’altra delle specifiche richieste dalla normativa “12V” ed è un meccanismo che fondamentalmente protegge l’alimentatore, e conseguentemente il sistema annesso, da una tensione eccessiva su una determinata rail. Ciò accade per via di un malfunzionamento nel secondario, e quindi in questi casi è necessario abortire le operazioni per evitare danni strutturali, derivanti da una corrente eccessiva che fa aumentare sensibilmente la tensione sul singolo canale, che potrebbe andare oltre quella da specifica. E’ proprio qui che dovrebbe agire il controllo.

“SCP” - La Short Circuit Protection è una protezione contro i cosiddetti corto-circuiti, e quando ne viene rilevato uno viene immediatamente interrotta l'alimentazione all’unità. Questa è una delle protezioni più diffuse negli SMPS.

“UPV” – Questa è invece l’ Under Voltage Protection, che al contrario protegge da una bassa tensione sulle linee di uscita. Si è visto, con frequenza molto minore, che sebbene basse tensioni non riescano a danneggiare i componenti dell’alimentatore, sarebbe possibile invece che possano pregiudicarne la stabilità. Come è possibile osservare dal grafico, tramite l’analisi mediante un oscilloscopio, grazie all’ausilio di uno specifico circuito di protezione è possibile limitare di molto la stabilità di una determinata rail. Nella prima situazione possiamo osservare il repentino aumento della corrente nel finale, nella seconda invece il conseguente abbassamento di tensione senza un circuito UVP, mentre infine nella terza il comportamento qualora fosse presente. Questo circuito permette di non andare sotto i 5mV, grazie ad un supplemento di voltaggio addizionale qualora si dovesse scendere sotto questa soglia.

“SIP” - Oltre a queste è presente la protezione SIP ovvero la “Surge&Inrush Current” protection. Quando un dispositivo elettrico si accende per la prima volta c’è un picco di corrente in entrata, istantaneo. Questo porta alla necessità, da parte dei circuiti di protezione OCP, di reagire immediatamente per sovraccaricare o cortocicuitare, ma non interrompere il circuito quando la corrente, generalmente inoffensiva, fluisce. Questa protezione è possibile tramite l’adozione di dispositivi contenenti ossidi di metallo ceramici, capaci di sopprimere larghe correnti in entrata. E’ da notare che generalmente non viene menzionato, sebbene invece sia comunque presente negli alimentatori di buona qualità. Menzionarlo probabilmente è più un fattore di marketing, che altro.

“NLO” – Stiamo parlando della No Load Protection ovvero un sistema che permette di accendersi anche qualora non ci fosse carico nelle sue linee di uscita. Stando alle informazioni riportate in portali di elettronica, non è una protezione vera e propria, quanto piuttosto uno standard di riferimento.

“BOP” – La Brown Out Protection implica la presenza di un meccanismo di compensazione per un intenzionale, o non intenzionale, calo di voltaggio in un SMPS. Questa pratica di ridurre il voltaggio improvvisamente è utilizzata in casi di emergenza per ridurre il carico di potenza in uscita. Questa riduzione  è tale per periodi prefissati, da minuti ad ore. In caso di Blackout può addirittura essere imposta come misura preventiva dell’ultimo secondo. Nel caso delle periferiche che utilizzano questi sistemi di protezione (quindi SMPS dato che stiamo parlando di alimentatori), non ci saranno problemi in questi casi. E’ da notare che generalmente non viene menzionato, sebbene invece sia comunque presente negli alimentatori di buona qualità. Menzionarlo probabilmente è più un fattore di marketing, che altro.

 

Riassumendo, praticamente tutte quelle principali !

 


Metodologia di test

Abbiamo deciso di testare l’alimentatore installandolo in un nostro sistema di test per verificare il comportamento in un caso reale, quindi soffermandoci su diverse situazioni ipotetiche che troverete nel vostro sistema. Purtroppo al momento, non essendo dotati di un sistema di carico elettronico, dobbiamo fare necessariamente una simulazione di carico tramite un Personal Computer mediante l’ausilio di multimetri e misuratori di corrente, analizzando varie situazioni che ci permetteranno di verificare il consumo, l’efficienza, il PFC e la stabilità dei voltaggi. Verranno anche fatti una serie di test per quanto concerne i bassi livelli di carico, al fine di verificarne l’efficienza; questo è particolarmente importante quando il PC è in IDLE con i sistemi di risparmio energetico attivati. Come software di test è stato utilizzato Prime95, per mandare sotto carico la CPU e FurMark invece per quanto riguarda la GPU. Le misurazioni in Volt sono state effettuate tramite l’analisi diretta grazie ad un multimetro professionale. Sono stati rilevati i valori della tensione sulle varie linee verificandone la stabilità. Durante la prova, la temperatura ambientale è stata di circa 20 gradi centigradi.

 

Di seguito le specifiche della nostra piattaforma.

 

SYSTEM

 

 

Abbiamo scelto di utilizzare come CPU un Core i7 920 revisione D0 in quanto permette di stressare in modo adeguato l’alimentatore, grazie al suo TDP di circa 130W a default. Come strumentazione abbiamo utilizzato un multimetro per l’analisi dei voltaggi sulle tre rail e di un misuratore di potenza per determinare il carico assorbito alla presa ed il fattore di potenza. È stato utilizzato OCCT e FurMark a diverse risoluzioni, tali da consentire un utilizzo appropriato e parametrato della scheda video e del processore. Sono stati utilizzati diversi settaggi, alle seguenti frequenze di lavoro:

 

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NOTA TEST: abbiamo una procedura particolare, con carichi seriali. Per le misurazioni di efficienza fate riferimento a quelle di Ecova Plug Load Solutions, leader mondiale nelle certificazioni degli alimentatori e proprietario della certificazione 80 Plus. Nel prossimo capitolo osserveremo il comportamento nel dettaglio, analizzando la stabilità sotto carico sulle singole rail.

 


Risultati del test  e rumorosità

In questo capitolo prenderemo in esame alcuni dei fattori fondamentali per un alimentatore, l’efficienza e la stabilità sul canale dei 12V, quindi tutto ciò che riguarda la stabilità delle tensioni per la scheda madre, la CPU ed infine la scheda grafica. Al fine di darvi un giudizio complessivo migliore, anche riguardo l’efficienza dell’unità, vi riportiamo anche il test effettuato dall’azienda Plug Load Solutions, test che ne ha permesso la certificazione 80 plus presso l’organizzazione 80plus.org, ente che certifica tutti gli alimentatori immessi nel mercato.

 

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NOTA: facciamo presente che comunque le misurazioni di consumo sono indicative e sebbene siano presenti, la misurazione da prendere come parametro di riferimento è quella di Ecova Plug Load Solutions. Durante i test di carico se non si utilizza un simulatore, purtroppo non è possibile certificare il carico in A. Stesso dicasi per le misurazioni di temperatura, che dovrebbero essere condotte in un Hot-Box dedicato allo scopo, che purtroppo non è in nostro possesso (anche perché se fosse stato presente non sarebbe stato utilizzabile, data la procedura utilizzata).

 

La stabilità, come l'efficienza, sono davvero esemplari. Riteniamo che non servano altri commenti, il lavoro svolto dal produttore è semplicemente da lodare. Una unità che rivaleggia benissimo con i più blasonati concorrenti, anche decisamente più costosi. L’alimentatore risulta essere silenzioso fino a circa 1KW, dopodiché la velocità di rotazione della ventola diventerà leggermente maggiore per via della termoregolazione, ma non sarà eccessivamente rumoroso; Non siamo andati oltre la soglia dei 1113W (AC) quindi consigliamo di fare lo stesso, qualora si dovesse procedere all’acquisto dell’unità. Non sono presenti rumori derivanti da condensatori fischianti.

 


FSP AURUM PT Series / PT-1200FM 1200W: conclusioni

 

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Prestazioni

5 stelle

Semplicemente eccelse

 

Prezzo

4,5 stelle - copia

260 euro. Nemmeno troppo elevato, nonostante sia una unità Platinum, quindi con un Price Premium

Design Esterno

5 stelle

 

Perfetto

Design Interno

5 stelle

 

Top di gamma in quanto a componentistica

Bundle

4,5 stelle - copia

 

Completo

Ventilazione

4,5 stelle - copia

Ottima, è molto silenzioso con carichi medio alti

Montaggio

4,5 stelle - copia

Eccellente, anche se presenta dei cavi standard come concezione

Complessivo

4,5 stelle - copia

 

L’alimentatore FSP AURUM PT Series PT-1200FM 1200W è un modello semplicemente eccelso. I risultati lo dimostrano, come i 7 anni di garanzia della casa madre. Interamente modulare, connettori proprietari, componentistica di qualità, certificazioni  numerose e protezioni complete per tipologia, dalla buona silenziosità e dal prezzo onesto, senza contare una delle efficienze migliori sulla piazza. Crediamo sia abbastanza improponibile volere di più, quindi è un acquisto ad occhi chiusi.

 

Pro

  • Interamente modulare
  • Efficienza al top
  • Eccellente qualità costruttiva
  • Silenzioso
  • Eccellente stabilità nel complesso
  • Cavi in dotazione lunghi e di ottima tipologia
  • Eccellente numero di protezioni
  • 7 anni di garanzia !

 

Contro

  • qualche connettore non è piatto, ma poco importa dato che sono quelli più soggetti ad usura e quindi è bene che siano più resistenti

 

Vi invitiamo a commenti e segnalazioni, siamo qui per aiutarvi e vi ringraziamo per la lettura.

 

Si ringrazia FSP per il prodotto fornitoci in test

Matteo Trinca